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giovedì 10 gennaio 2008

Due kolossal sempreverdi della comicità italiana: riscopriamoli




Domani, 11 gennaio,è la data che molti cine-calciofili aspettavano, dopo l'annuncio dato da più di un anno: "L'allenatore nel pallone 2" sarà finalmente nelle sale cinematografiche del Belpaese. La celeberrima Bi-Zona ed il modulo tattico 5-5-5 del mitico allenatore Oronzo Canà, alias Lino Banfi, tornano in una riedizione modernissima, pronti a far ridere a crepapelle la platea italiana, come accadde per il primo episodio, datato 1984. Questa volta come allora, tantissimi campioni e illustri addetti ai lavori hanno fatto la fila per essere presenti almeno per un piccolissimo cameo: Materazzi, Totti, De Rossi, Aquilani, Del Piero, il Presidente della Lazio Claudio Lotito e molti altri, tutti insieme appassionatamente per rendere omaggio ad una pellicola cult nel suo genere. In clima ampiamente bipartisan, vi ripresento un'estratto del primo "Allenatore nel pallone", mentre nel secondo video trovate la sigla iniziale vero marchio di fabbrica dell'altro blockbuster cinepallonaro italiano per eccellenza,"Eccezziunale....Veramente", con Diego Abatantuono (anch'esso onorato con un episodio successivo nel 2005). Per ricordarci di una comicità, e forse di un modo d'intendere il calcio dove tutto era più pulito, leggero, popolare, e che ora, tra moviole in campo, diritti televisivi, telefonini, polemiche e moggiopoli varie, putroppo ci sfugge.



mercoledì 9 gennaio 2008

Have a Will: Will Smith, attore dai mille volti.

Con il gioco di parole presente nel titolo (Have a Will è traducibile, dall'inglese, sia come "abbi una speranza", ma anche, in maniera più libera, in " comprati uno Will") intendo presentarvi la clip originale sottotitolata in italiano del nuovo blockbuster di Will Smith, "Io sono leggenda". Si tratta della trasposizione filmica diretta da Francis Lawrence dell'omonimo romanzo-catastrofe di Richard Matheson (datato 1975). Nella pellicola, che uscirà in Italia venerdì prossimo, 11 gennaio, Smith interpreta il ruolo di Robert Neville, immunologo che si trova in una New York apocalittica e devastata da un misterioso virus dal quale lui sembra immune, ma che invece ha spazzato via l'intera umanità. Suo compito sarà quello di sopravvivere alle molteplici avversità assieme al suo fedele cane lupo,trovare un vaccino contro la pestilenza e salvare eventuali superstiti. Film capace di raggranellare negli Stati Uniti ben 230 milioni di dollari, è stato fortissimamente voluto dallo stesso attore afroamericano, che il magazine americano Time ha inserito tra le 50 persone più intelligenti di Hollywood. Willard Christopher Smith Jr., il buon vecchio Principe di Bel Air, è ora l'attore di punta dell'industria cinematografica statunitense, avendo battuto nel computo degli incassi complessivi dei suoi film mostri sacri di Hollywood come "i due Tom", Hanks e Cruise, arrivando a sommare circa 2,2 miliardi di dollari solo al botteghino. Ma quel che anima Smith, come lui stesso afferma in una lunga intervista concessa a Panorama la scorsa settimana, è "la voglia di voltarmi indietro e di poter dire: Hey, nessun fottuto attore ha una gamma di ruoli tanto vasta quanto la mia!". Di sè dice di essere "la persona più ossessiva che io conosca", ed aggiunge anche che "questa foga mi è giunta quando, a 16 anni, dopo essere stato lasciato dalla mia prima ragazza, decisi che nessuno mi avrebbe più fatto capire che non ero abbastanza per lui". Effettivamente adesso può dire di avere vinto entrambe le scommesse: è desideratissimo dallo star system ed ha una gamma rappresentativa con pochi eguali e ancor meno flop, avendo recitato in film drammatici (" Sei gradi di separazione", "La ricerca della felicità", "La leggenda di Bagger Vance") biografici ("Ali"), comici ("Hitch", la saga di "Man in Black"," Wild Wild West"), fantascientifici ("Independence Day", suo primo grande successo, ed "Io Robot") e d'azione (Bad Boys I e II). Un attore\produttore che, come i grandissimi del passato, può ora scegliere quando, con chi e su quali copioni lavorare, promuovendo anche figure emergenti che non riscontrano immediatamente il favore del suo clan, come è stato per il nostro Gabriele Muccino. Will ha preteso ad ogni costo che a dirigerlo in "La ricerca della felicità" fosse Muccino Senior, ed i fatti gli hanno dato ragione (tanto che lavoreranno di nuovo assieme anche nell'imminente "Seven Pounds").
L'eterno ragazzino nato e cresciuto nella parte est di Philadelphia il 25 settembre del 1968, figlio di una segretaria scolastica e del proprietario di una ditta di refrigerazione, ha avuto un'adolescenza piuttosto agiata, lontano dagli stereotipi tutto pupe e pistole tipica dei rapper neri alla 50 cent. Tuttavia non rinnega mai il suo primo, intenso amore professionale, giustappunto la musica Rap e proprio per congiungere idealmente le sue due anime, attore e cantante, nel secondo video troverete uno dei suoi pezzi più riusciti, "The Switch"(brano dell' agosto del 2004). E sapete cosa mi lascia di stucco, appena ripenso a tutto quello che ho scritto? Che lui stesso, descrivendosi, spesso dice: "ho un talento mediocre, ma una voglia bestiale di riuscire". Che sia verità o falsa modestia, complimenti, signor Smith.



domenica 23 dicembre 2007

Un film capace di fermare il tempo: "Che ne sarà di noi"



In questo periodo di vacanze natalizie, gioioso, operoso e un tantino strappalacrime, mi è capitato di rivedere assieme ad alcuni amici "Che ne sarà di noi", una pellicola che ricordo con grande affetto ed alla quale sono rimasto legatissimo per svariati motivi. Anzitutto perchè questo film diretto con leggerezza e maestria da Giovanni Veronesi, uscì a due mesi circa dallo svolgimento del mio esame di maturità classica, nell'aprile del 2004, portandomi a vivere una sorta di simbiosi con i protagonisti della storia. Già, perchè la trama tratta di tre ragazzi, Matteo (il pluricelebrato Silvio Muccino), Paolo ( Giuseppe Sanfelice) e Manuel (Elio Germano, bravissimo in "Mio Fratello è figlio unico"), che si trovano, in un rovente inizio d'estate capitolina, alle prese con l'esame di Stato. Al termine di scritti ed orali, Paolo, il "secchione" del gruppo, ricco, intelligente e amante dello squash e Manuel, più estroverso, borgataro e coi capelli da rockettaro, vengono coinvolti da Matteo nel più classico dei viaggi post-maturità, meta la splendida isola di Santorini in Grecia. I ragazzi partono entusiasti e spensierati, con la voglia di divertirsi e spaccare il mondo tipica dei 19 anni, ignari della reale motivazione che ha spinto Matteo-Muccino junior a scegliere l'Ellade come meta del gozzoviglio. Questa spiegazione ha le forme e la sensualità acqua e sapone di Carmen (Violante Placido), la fidanzata di Matteo, molto più grande di lui, che poco prima del termine degli orali parte per Santorini assieme ai propri familiari, in attesa che il ricco immobiliarista Sandro (Enrico Silvestrin), il suo "uomo maturo", venga a trovarla sul proprio yacht extralusso per "allietarle" le giornate. Pensando di fare una sorpresa alla sua amata, e ignaro del tradimento perpetratogli da tempo, Matteo vivrà assieme ai suoi splendidi compagni di viaggio un'esperienza estremamente formativa, come capita a quelle persone che, stando a stretto contatto l'una con l'altra per diversi giorni, finiscono per conoscersi molto meglio ed eventualmente detestarsi un po' di più. Sono diverse le scene che mi restano impresse, come quando, rannicchiato nel sacco a pelo, guardando un cielo stellato, Matteo chiede goffamente ai propri amici: "Ma che Santo è Santorini?", oppure quando Manuel, impegnato in una partita a calcio in spiaggia contro dei tedeschi, prima fa lo spavaldo e, stanco di rispondere alla chiamata di un amico di Roma, dice "Ma che Totti quanno sta pe tirà je rompono cor cellulare??" e subito dopo scoppia a piangere e butta rabbiosamente il telefonino in mare per aver appreso della sua bocciatura agli esami di maturità. Si tratta di un film che nella sua struttura dialogica semplice, lineare, riesce però a dipanare bene i messaggi che intende comunicare alla platea: la perdita della spensieratezza, il termine di una età goliardica come quella del liceale, la necessità e la paura di tre ragazzi come tanti nel vedere cosa c'è nel proprio domani, e la voglia di essere più forti dei problemi e delle insicurezze che ci accompagnano giorno dopo giorno. In una parola, una splendida storia senza età, sul come tre bambocci incominciano a diventare uomini, imparando dai propri errori. Tuttavia i tre ragazzi risponderanno a questo tourbillon di eventi vancanzieri in maniera del tutto inaspettata rispetto alle premesse di inizio film. Il tanto assennato Paolo, che rincorreva i due amici quando appena arrivati in Grecia ne combinavano di tutti i colori ( scappare a razzo senza pagare al ristorante, tuffarsi nelle piscine dei megavilloni dei ricchi del posto dopo aver saltato le recinzioni, ecc...) partirà per la Turchia senza tornare a Milano per iscriversi alla facoltà di Economia, dopo esser rimasto folgorato dall' incontro con una procace ragazza-madre che lo raserà completamente a zero. Manuel, che dal primo fotogramma incarnava la figura del tipico bulletto romano, guascone, eccessivo e un tantino manesco, tornerà a Roma da ripetente e col volto tumefatto dopo la rissa con tre inglesi che stavano massacrando un povero cagnolino sotto ai suoi occhi, ed accetterà di aiutare la madre vedova nel negozio di animali che aveva sempre detestato. Infine Matteo, dopo essere stato ampiamente dileggiato dai due amici non appena viene scoperto il reale motivo del viaggio in terra ellenica, capisce che Carmen non è la donna che fa per lui, essendo volubile, supponente e viziata e la abbandona, non prima di averla salvata da un party tutto orge e cocaina organizzato nello yacht di Sandro-Silvestrin.
Pertanto, oltre ad essere legato a questo film per il periodo che questi è capace di ricordarmi, ciò che mi lascia un'aura di magia ogni volta che lo guardo è proprio quella sensazione di chi, come me, si rivede in tantissime espressioni e atteggiamenti messi in scena da questo ottimo e giovane cast, e forse, si ritrova irrimediabilmente diverso da quattro anni fa. A corroborare la bellezza di questo piccolo gioiello del nostro cinema,realizzato praticamente a costo zero (e giustamente premiato nel 2005 con il David di Donatello) contribuisce la splendida colonna sonora realizzata da Gianluca Grignani ed Andrea Guerra. Il tormentone che fa da riff a tutto il lungometraggio si intitola proprio "Che ne sarà di noi" e ve lo lascio gustare nel secondo video posto in allegato alla fine dell'articolo. Concludo segnalandovi una chicca: proprio in "Che ne sarà di noi" fa il proprio esordio sul grande schermo Katy Louise Saunders, qui autrice di una particina nel ruolo di "Cicalina" la ragazza da sempre segretamente innamorata di Matteo-Silvio, tanto da seguirlo a sua volta in grande incognito durante il viaggio in Grecia.La Saunders sarà poi protagonista dei blockbuster adolescenziali "Tre Metri Sopra il cielo" e "Ho voglia di te", in coppia con l'altro bellone emergente del cinema nostrano, Riccardo Scamarcio.